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Scopiazziamo allegramente (correggendo magari un po' smiley wink) dalla sottolissta romana:

  1. Il gruppo adegua il suo passo al piu' lento.
  2. Prima della partenza si fissano sempre dei punti di ri-aggregazione (puntelli) che solitamente coincidono con incroci, cambi di strada o ingressi a paesi; in questi punti ci si ferma tutti finche' il gruppo non e' di nuovo compatto.
  3. Il piu' pratico della zona fa l'apripista. NESSUNO lo passa a meno di essersi messi d'accordo prima e, comunque sia, aspetta il resto del gruppo al primo puntello. Non deviera' dalla strada concordata in precedenza, in modo da essere sicuro che in caso di problemi il gruppo passerà dal punto in cui si trova.
  1. Il piu' anziano (motociclisticamente parlando) del gruppo fa la "scopa". Se poi le scope fossero due, meglio. Sarà loro cura assistere chi è rimasto fermo per vari motivi. Per questo motivo la scopa deve essere un motociclista con esperienza sul campo.
  2. Nel caso di piccoli gruppi compatti (circa 10-15 moto) la scopa fara' da "tappo" nei sorpassi. Sarebbe buona norma in sardostrada o statali che la scopa esca PER PRIMO sulla corsia di sorpasso rallentando il traffico che sopraggiunge e gli altri iniziano la manovra di sorpasso con "scopa fuori".
  3. In gruppo non ci si ingarella!
  4. In gruppo non si svernicia e non si passa in curva. Chi ha voglia di farlo si accomodi in pista!
  5. Uno si ferma, TUTTI si fermano, a meno che il primo non faccia segno di "proseguite, tutto sotto controllo".
  6. Tenere SEMPRE un occhio nello specchietto; se sparisce chi vi segue e' possibile che dietro di voi ci sia un problema! Fermatevi, aspettate un pochino e semmai tornate indietro a vedere!
  7. In gruppo spesso e' importante la comunicazione tra una moto e l'altra.  Può sembrare strano doverlo dire ma ricordatevi che potete comunicare solo con chi avete a fianco o con chi vi sta dietro; chi e' davanti non vi vede! Qualeche segnale standard:
    • Mano chiusa a pugno, Pollice in giù che indica serbatoio: "ho bisogno di Benzina";
    • Mano chiusa a pugno, Pollice che indica la bocca; "ho bisogno di bere" (non sottovalutate mai i rischi connessi alla disidratazione!);
    • Avambraccio sx fuori che rotea in avanti (anche mano che rotea sul polso): "passa avanti" oppure "via libera", su strade curvose, per facilitare il sorpasso a chi ci segue. (NON fate questo segnale se non vedete TUTTA la strada o se c'e' il MINIMO rischio che un mezzo che arriva in senso contrario possa creare pericolo o problemi a chi vi segue mentre sorpassa un altro mezzo!!! E' successo!)
    • Braccio sx teso che "spazza" indietro; opposto di prima: "RIENTRA A DX! Pericolo!";
    • Mano che va dall'alto verso il basso (anche tutto il braccio per dare piu' enfasi): "RALLENTARE!" Potrebbe servire per indicare brecciolino, olio, coda in vista, autovelox, etc.;
    • Indice in alto che descrive un cerchio: "organi di pubblica sicurezza, regolatevi";
    • Mano stesa con pollice aperto che si apre e si chiude ritmicamente come il becco di un uccello: "Guarda il tuo impianto di illuminazione", di solito usato per le frecce, se possibile facendo vedere la mano dalla parte della freccia dimendicata accesa. Usato anche per dire "Accendi la luce!";
    • Braccio alzato, Mano aperta distesa: "ALT! Fermiamoci tutti!";
    • Indicare bordo strada con l'indice della mano e movimento "dentro-fuori": "Accosta!";
    • Mano con le dita in basso che fa cenno di avvicinarsi: "Vieni accanto, devo dirti una cosa";
    • Braccio alzato, Indice che punta in alto e ampio cerchio descritto con avambraccio o polso: "Inversione di marcia".
  8. Una moto in difficoltà (a secco, luci fottute, gomma rabberciata, etc) viaggia scortata da almeno altre due moto: una davanti e una dietro. Non abbiate paura ad usare le 4 freccie in questo caso! Ricordate: anche chi procede troppo lentamente, magari pure al buio e su strada trafficata, costituisce pericolo e rischia di essere travolto.
  9. Se vedete un motociclista fermo lungo la strada, o un incidente, fermatevi e chiedete se ha bisogno di qualcosa (le ragazze pero' valutino attentamente le circostanze, specialmente al buio o in zone isolate! Se il veicolo fermo e' una sardo, tirate diritto! Non e' oro tutto quel che luccica, non è sempre brava gente quella ferma e quasi nessuno dara' una mano a VOI in caso di necessità!).
  10. NON LASCIATE CHE UN VOSTRO COMPAGNO UBRIACO O SOTTO EFFETTO DI DROGHE GUIDI!
  11. NON ZAVVORRATE CHI E' UBRIACO O SOTTO L'EFFETTO DI DROGHE!
  12. Sappiate che siete responsabili dei danni fisici riportati dal vostro passeggero in caso di caduta! Per cui: Chi zavorra gente sballata o senza abbigliamento adatto o fa il galletto sa cosa potrebbe rischiare!
  13. Ai ritrovi ci si presenta con il pieno e la moto controllata e a posto! Un inconveniente capita sempre, ma creare casini per una gomma sulle tele, freni finiti o mancanza d'olio motore non e' concepibile! Se si sa prima di partire, che la moto probabilmente dara' dei problemi, o la si mette a posto o si rinuncia.
  14. Una gita finisce SEMPRE su un puntello concordato, con inventario dei presenti e saluti! Solo DOPO l'appello e i saluti siete liberi di andarvene per conto vostro! L'inventario finale serve a verificare che tutte le moto siano presenti, non abbiano problemi e ci si possa lasciare tranquilli. Se qualcuno ha problemi di tempo si organizza prima (salutando il gruppo al puntello precedente o avvisando ALMENO 2 componenti del gruppo!).
  15. Consiglio 1: Quando qualcuno si ferma a fare benzina, fate il rabbocco anche voi. Tanto siete gia' fermi e col pieno si viaggia piu' tranquilli.
  16. Consiglio 2: Tenete il VOSTRO passo! Un buon gruppo si adeguerà di buon grado al più lento; non forzate la vostra andatura per non "essere di peso". La vostra incolumità è più importante di tutto. Per cui: andate al ritmo che vi si confà e intanto fate esperienza. Piano piano, poi, il passo aumenta da se.
  17. Consiglio 3: Non sarebbe male che quelli con una certa esperienza si accordassero ciascuno con 1 o 2 neofiti in modo da tenere un passo tranquilli e farsi seguire nelle traiettorie.
(Italo Barazzuti)
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